lunedì 28 gennaio 2019

La determinazione


Non so se hai sentito la storia di Panagiotis Kotronaros. Il nome forse non ti dice niente. Lui è la persona che ha scritto la storia della Grecia sul tetto del mondo.

La cima del Monte Everest si presenta come una sfida per gli alpinisti. Il Campo 4 è ultima tappa prima che le squadre partono per lo sprint finale verso la vetta più alta del mondo. Il Campo 4 è anche la porta d’accesso alla zona della morte. Un luogo di un tale altezza e così freddo, spietato e senza ossigeno. In questa zona il tuo corpo si rivolta, anche a riposo, ogni respiro è una lotta. L’andatura diventa instabile e si perde lentamente coscienza mentre il cervello si ingrossa.

Quando Panagiotis Kotronaros raggiunse la zona della Morte sul Monte Everest, si trovava a più di 1000 metri dalla cima. Il vento era più che brutale, e il pericolo di una tempesta improvvisa era una preoccupazione costante. Il vento aveva già fatto ritirare la squadra al primo tentativo, e Panagiotis sapeva che se anche il secondo tentativo fosse fallito, avrebbe potuto significare la fine della spedizione greca.


Ad un’altitudine di 6000 metri, ogni fibra del suo corpo diceva di girare e tornare indietro. Ad un’altitudine di 8000 metri, il suo corpo gli disse di sdraiarsi e lasciarsi morire.  Come è riuscito ad arrivare sulla cima e dove ha trovato la forza per andare avanti? La risposta è nel titolo!
Se ti interessa, domani contino la sua storia. 

Racconterò chi era, da dove veniva e come è andato a finire la sua spedizione. Adesso devo scappare, ho un appuntamento con un’amica. Andiamo a fare shopping. Buon pomeriggio
Con stima e affetto, Zita

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