Ali é un trasmissione live che faccio sulla mia pagina di lavoro su Facebook. Questa volta abbiamo parlato un lavoro part time. Il NW la maggior parte della gente comincia come secondo lavoro. Ma se non prendi come un passatempo poi avere grandi soddisfazioni! Entro 3 anni potrai licenziare il tuo capo, volendo. Per me é stato un po' delicato, essendo il marito il mio capo :-)
Amica
Perché scrivo? Perché no? giorno d'oggi possono scrivere tutti -mi piace fare la sapientona -in casa non mi ascolta nessuno -mi piace condividere -se con mio blog riesco ad aiutare solo 10 persone di ritrovare se stessa, gia valse la pena
martedì 19 febbraio 2019
lunedì 11 febbraio 2019
Metodo Carlo - per gestire i capricci
Metodo Carlo - per gestire i capricci
Nel supermercato un bimbo nella fase di cosidetta "terrible twos"
urla nel carello e vuole disperatamente qualcosa che solo il suo padre lo capisce.
Le mamme, tutte in attesa per vedere la reazione del uomo come gestira l'impresa. Il padre non si sa come fa ma sicuramente con un forzo sovrumano rimane calmo e disse:
- calma Carlo fra un po siamo alla cassa e pagiamo
Il bimbo urla come se qualcuno tentasse di togliere la vita
- calma Carlo fra 10 minuti siamo in parcheggio
Il ragazzino continua insistere e non ne vuole mostrare un comportamento socialmente accettabile .
Il padre con la calma e con sorriso continua
- calma Carlo fra un po' siamo a casa
Una signora con una certa etá che sta dietro di loro si intervine e congratula con il padre.
- Bravo papá, rimanere cosi calmo e soriddente durante una crisi di capriccio, non é da tutti. Poi gira verso il bambino e dice,
- Carlo tu stai buono, povero papá.
Il bambino per un attimo rimane in silenzio e sul faccino si vede la sua perplessitá. Poi il padre girando verso la signora con un sorriso declina:
- Signora, Carlo sono io!
Nel supermercato un bimbo nella fase di cosidetta "terrible twos"
urla nel carello e vuole disperatamente qualcosa che solo il suo padre lo capisce.
Le mamme, tutte in attesa per vedere la reazione del uomo come gestira l'impresa. Il padre non si sa come fa ma sicuramente con un forzo sovrumano rimane calmo e disse:
- calma Carlo fra un po siamo alla cassa e pagiamo
Il bimbo urla come se qualcuno tentasse di togliere la vita
- calma Carlo fra 10 minuti siamo in parcheggio
Il ragazzino continua insistere e non ne vuole mostrare un comportamento socialmente accettabile .
Il padre con la calma e con sorriso continua
- calma Carlo fra un po' siamo a casa
Una signora con una certa etá che sta dietro di loro si intervine e congratula con il padre.
- Bravo papá, rimanere cosi calmo e soriddente durante una crisi di capriccio, non é da tutti. Poi gira verso il bambino e dice,
- Carlo tu stai buono, povero papá.
Il bambino per un attimo rimane in silenzio e sul faccino si vede la sua perplessitá. Poi il padre girando verso la signora con un sorriso declina:
- Signora, Carlo sono io!
martedì 29 gennaio 2019
Volontà di ferro
Non so se hai sentito la storia di
Panagiotis Kotronaros. Il nome forse non ti dice niente. Lui è la persona che ha scritto la storia della Grecia sul tetto
del mondo.
La cima del Monte Everest si presenta
come una sfida per gli alpinisti. Il Campo 4 è ultima tappa prima che le
squadre partono per lo sprint finale verso la vetta più alta del mondo. Il
Campo 4 è anche la porta d’accesso alla zona della morte. Un luogo di un tale altezza e così freddo, spietato e senza ossigeno.
In questa zona il tuo corpo si rivolta, anche a riposo, ogni respiro è una
lotta. L’andatura diventa instabile e si perde lentamente coscienza mentre
il cervello si ingrossa.
Quando Panagiotis Kotronaros
raggiunse la zona della Morte sul Monte Everest, si trovava a più di 1000 metri
dalla cima. Il vento era più che brutale, e il pericolo di una tempesta
improvvisa era una preoccupazione costante. Il vento aveva già fatto ritirare
la squadra al primo tentativo, e Panagiotis sapeva che se anche il secondo
tentativo fosse fallito, avrebbe potuto significare la fine della spedizione
greca.
Ad un’altitudine di 6000 metri, ogni
fibra del suo corpo diceva di girare e tornare indietro. Ad un’altitudine di
8000 metri, il suo corpo gli disse di sdraiarsi e lasciarsi morire. Come è riuscito ad arrivare sulla cima e dove
ha trovato la forza per andare avanti?
Una volontà di ferro
La realizzazione del suo sogno di
diventare alpinista richiedeva una resistenza completamente diversa. Panagiotis
Kotronaros è cresciuto ad Atene. La sua famiglia non aveva molti soldi e non
era interessato allo sport.
“Né io né i miei due fratelli
passavamo molto tempo in natura o in montagna”, ricorda Panagiotis. “Arrampicare
l’Everest è sempre stato un sogno. Per me è stato inizialmente un obbiettivo
irraggiungibile, soprattutto considerando il mio – background- non avevo
nessuna esperienza di arrampicata, nessuna risorsa finanziaria ed ero un
ragazzo di città”.
Ma l’Everest esercito una attrazione
magnetica su di lui. Da adolescente, creò una “lavagna dei sogni” per un
progetto scolastico che mostrava i primi scalatori che raggiunsero la vetta
dell’Everest. Questo progetto è stato il punto di partenza per il suo
incrollabile percorse che lo ha portato sul tetto del mondo.
Progetto
All’inizio della sua formazione
Panagiotis ha lavorato con quanto a sua disposizione. Ha iniziato a correre,
camminare, nuotare e andare in bicicletta. Era particolarmente preoccupato per
l’alimentazione e ha ottenuto tutte le informazioni sugli aspetti tecnici dell’alpinismo
che poteva trovare. Ha trovato sponsor che lo hanno aiutato a procurarsi un’attrezzatura
professionale per l’alpinismo.
La sua prima spedizione ha avuto
luogo nel 1995 quando assieme al suo gruppo ha scalato lo Shishapangma sull’Himalaya.
A 8012 metri di attitudine, Panagiotis ha sperimentato per la prima volta cosa
significa essere nella zona della Morte.
“Poiché era la nostra prima
spedizione, sapevamo che sarebbe stata un’impresa impegnativa”, dice
Panagiotis. Le condizioni meteorologiche in costante mutamento, la nostra
mancanza di esperienza e know-how, i ghiacciai, le difficoltà che il corpo deve
affrontare in condizioni estreme.” Tutti fattori che potrebbero costarti la
vita”.
Questa prima spedizione ha dato a
Panagiotis la forza e la fiducia per continuare a lavorare per raggiungere il
suo obiettivo di scalare l’Everest. Nel 2004, non solo ero pronto a cimentarsi
nuovamente nella scalata dell’Everest, ma ha anche guidato la spedizione greca,
composta da cinque alpinisti.
Un passo avanti nelle difficoltà
Il 14 maggio 2004, Panagiotis e la
sua squadra sono partiti dal campo 4 a 7894 metri sopra livello del mare per l’ultima
tappa in direzione dalla vetta. Già la sera prima avevano interrotto un primo
tentativo di partire dal campo 4 a causa del forte vento e tutti i membri del
team capirono lentamente che questa avrebbe potuto essere l’ultima occasione
per arrivare in cima.
La squadra parti di notte con un
percorso diretto verso la zona della morte, dove avrebbero trascorso le
prossime nove ore al fin di raggiungere la vetta. Ad ogni metro guadagnato,
respirare, concentrarsi o addirittura muoversi diventava sempre più difficile.
Il rischio di congelamento, emorragia
celebrale, emorragia retinica e incoscienza aumentava man mano che i greci si avvicinavano
ad un’altitudine di oltre 8000 metri. Se un membro della spedizione perdeva
conoscenza, nessuno degli altri avrebbe avuto la forza di portarlo giu. Lo
svenimento equivaleva alla pena di morte.
“Quando il tuo corpo si arrende, l’anima
ti aiuta ad andare avanti”, dice Panagiotis riguardo all’attraversamento della
zona della morte. “Se anche la tua anima si arrende, allora hai solo la tua
forza di volontà, che deve continuare al suo posto. Ed è qui che ti rendi conto
che non ci sono limiti a ciò che puoi ottenere”.
Il 15 maggio, verso le nove del
mattino, Panagiotis ha raggiunto la cima dell’Everest. In questa memorabile
giornata tutti i cinque i membri della spedizione greca sono arrivati in cima.
L’adolescente di Atene, con un “lavagna dei sogni” e forza di volontà di ferro,
è diventato l’uomo che ha guidato la prima spedizione greca di successo sul
Monte Everest.
Oggi Panagiotis lavora come guida
alpina certificata e ha guidato più di 40 spedizioni sulle più grandi catene
montuose del mondo. Dice che per lui il suo più grande successo sarà sempre
quello di aver guidato la spedizione greca verso la vetta dell’Everest.
Spero che questo racconto ti fara pensare e ti portera un passo piú avanti al modo di pensare che : Il volere é potere
Buona serata, con affetto Zita
lunedì 28 gennaio 2019
La determinazione
Non so se hai sentito la storia di
Panagiotis Kotronaros. Il nome forse non ti dice niente. Lui è la persona che
ha scritto la storia della Grecia sul tetto del mondo.
La cima del Monte Everest si presenta
come una sfida per gli alpinisti. Il Campo 4 è ultima tappa prima che le
squadre partono per lo sprint finale verso la vetta più alta del mondo. Il
Campo 4 è anche la porta d’accesso alla zona della morte. Un luogo di un tale
altezza e così freddo, spietato e senza ossigeno. In questa zona il tuo corpo si
rivolta, anche a riposo, ogni respiro è una lotta. L’andatura diventa instabile
e si perde lentamente coscienza mentre il cervello si ingrossa.
Quando Panagiotis Kotronaros
raggiunse la zona della Morte sul Monte Everest, si trovava a più di 1000 metri
dalla cima. Il vento era più che brutale, e il pericolo di una tempesta
improvvisa era una preoccupazione costante. Il vento aveva già fatto ritirare
la squadra al primo tentativo, e Panagiotis sapeva che se anche il secondo
tentativo fosse fallito, avrebbe potuto significare la fine della spedizione
greca.
Ad un’altitudine di 6000 metri, ogni
fibra del suo corpo diceva di girare e tornare indietro. Ad un’altitudine di
8000 metri, il suo corpo gli disse di sdraiarsi e lasciarsi morire. Come è riuscito ad arrivare sulla cima e dove
ha trovato la forza per andare avanti? La risposta è nel titolo!
Se ti interessa, domani contino la
sua storia.
Racconterò chi era, da dove veniva e come è andato a finire la sua
spedizione. Adesso devo scappare, ho un appuntamento con un’amica. Andiamo a
fare shopping. Buon pomeriggio
Con stima e affetto, Zita
sabato 26 gennaio 2019
Avere o dare
Ogni volta che
ho un incontro ci vado con l’idea di dare una grande possibilitá e non per
avere. Quello che dico anche i miei collaboratori. Noi abbiamo in mano un
strumento eccezionale che veramente po’ dare una mano le persone.
Sarei bigotta se
direi che i soldi non mi interessano ma credimi che non faccio per i soldi. Io
adoro aiutare le persone. Quando 2 anni fa ci stato il terremoto a Amatrice e
sentivo che vicino a casa mia in un paesino ha distrutto quasi tutte le case,
non riuscivo rimanere a casa a gurdare nella Tv. Mi sono vestita, ho preso la
mia scarpe peggiore, qualche bottiglia di acqua 2 panini e sono partita. Dopo
di questa esperienza mi sono inscritta a CRI dove presto servizio fino ora.
Soldi
Quante volte
abbiamo sentito a dire che i soldi non portano la felicitá? Una mantra per
quelli che non riescono arrivare a fino mese? I soldi fanno comodo a tutti e
possono usare anche per il bene. Milionari che lavorano con noi fanno
beneficenza, salvano animali, costruiscono ospedale e cosí via. Quindi non é
vero che tutti i ricchi sono cattivi, come non é vero che tutti i poveri sono
bravi.
Qualsiasi cosa
voi ottenere nella vita é richiede soldi. Allora perché non fare un lavoro dove
facendo del bene poi guadagnare il tuo stipendio? Di cosa hai paura? Vieni di
ascoltare un webinar, senza impegno, dove poi fare le tue domande e parlare dei
tuoi dubbi.
Dubbio
Il mio dubbio
piú grande era stata che vedevo i networkers che sono sempre su di giri. Non
rabbiano mai, non hanno la giornata storta e hanno una risposta automatica di
ogni domanda. Adesso ho capito perché si comportano cosí! Vanno ad ogni
incontro con la consapevolezza di poter dare un valore e non per prendere
qualcosa. Se la persona in questione non é interessato/a voi dire che non é la
sua strada o ancora non é pronto/a.
Mai insisto con
nessuno. Questo lavoro un vero lavoro imprenditoriale e devi darci da fare. Non
si arrichisce da un giorno ad altro. Mano a mano ogni mese e ogni anno il tuo
stipendio aumenterá. Quando arrivi ad una cifra che ti é sufficente per un
mese, poi dare addio al tuo datore di lavoro. Come ho fatto io, ho licenziato
il mio capo.
Tutto un
questione di modo di pensare. Adesso non vorrei allungare perché ho scritto un
articolo su quello che riguarda.
Ti auguro una fine settimana piena di programmi entusiasmanti.
Zita
giovedì 24 gennaio 2019
Mondo del Web
“Il Web è più
un’innovazione sociale che un’innovazione tecnica.
L’ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare e non come un giocattolo tecnologico.
Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza… ”
L’ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare e non come un giocattolo tecnologico.
Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza… ”
– Timothy
John Berners Lee ( Co-Inventore del World Wide Web ) –
Se ti decidi di lavorare online,
prima di tutto devi essere presente online. Con la tua foto, momenti gioiosi e
significanti della tua vita. Non è complicata solo suona come se fosse difficile.
Devi essere presente. Devi creare il tuo brand, cioè devi diventare esperto di
qualcosa. Sicuramente ogni uno di noi è brevissimo/a in qualcosa. Sei brava di
preparare i dolci? Devi diventare esperto di dolciumi sul Web. Sei bravo di aggiustare
le macchine? Devi diventare esperto fai da te nel Web.
Devi raccogliere più argomenti
possibili sul tuo brand. All’inizio ci vuole un po’ di pazienza, non è che
parte subito. Poi, quando sparge la voce che sei un esperto, le persone ti
consiglieranno per quelli che cercano un determinato informazione. Ti
avviseranno quando trovano una novità. Il mondo del web è presente da per
tutto. Ti contatteranno persone che non ti immagini neanche.
Le persone si ispirano ai tuoi
contenuti per trarne un valore. La furi, sul web ci sono migliaia di persone
che aspettano che qualcuno guidasse, che qualcuno indicasse una direzione. È vero,
ci sono anche i Troll! Loro sono quelli che in ogni cosa cercano il sbagliato.
Difficile che commentano con un nome vero, ma sputano veleno. Arrivo dei Troll
significa che stai sulla strada giusta. Con loro non devi parlare. Avvisi
privatamente, chiedi perché sta facendo. Se non smette cancelli, fai il modo
che non potrà più intervenire. Tutto qui. Mai mettere di discutere con loro.
Non serve a niente.
Vendere nel mondo del Web
Altro lato del nostro mestiere e dove
incontro con maggior resistenza, è la vendita. Vorrei rivelarti un grande
segreto. Vendere tramite web un determinato prodotto o un’attività dovresti
fare una campagna pubblicitaria. Allora o sei un esperto nel settore o ti
costerebbe una valanga di soldi. Quindi, se non hai a disposizione questa cifra
e non sei un esperto di marketing. Allora non fare! Cosa ti rimane? Ecco il segreto
che vorrei rivelarti. La maggior parte delle persone pensa che vendere è lo
stesso di parlare. Ma i venditori più efficaci sanno che l’ascolto è la parte più
importante del loro lavoro.
Questa frase ho sentito da Eric
Worre. Ricordo ancora quando ho messo in pratica per la prima volta. Fino
allora volevo diventare come i rappresentanti che hanno una parlantina. Se ti
fermavano partivano e chi lo fermava più? Avevano una risposta di ogni tuo
dubbio o domanda. La vita e la società è cambiato. Quello che funzionava 10
anni fa adesso non dà i frutti.
Stavo al telefono con un signore 35
anni. Lui fa la piastrellista e ha problemi con il ginocchio e con le
articolazioni. Il motivo della mia chiamata per farlo conoscere un nostro
prodotto che io consigliavo a provare prima di un intervento drastico. Non è che
parlavamo. Io facevo qualche domanda e lui rispondeva. Praticamente mi ha
rivelato la sua vita e i suoi incubi. La moglie aspettava il terzo figlio e lui
che porta soldi a casa. Un intervento, se va tutto bene, toglierebbe da lavoro
per 2 mesi. Io ascoltavo e lui parlava.
Dopo 36 minuti al telefono (Messenger) lui mi disse. “Abbiamo fatto una bella chiacchierata,
sa una cosa? Io provo questo prodotto, dopo vedremo cosa sarà il prossimo
passo. Mi ha mandato i suoi dati e dopo 2 giorni a casa sua ha ricevuto il
pacco. La moglie fra 2 mesi vuole cominciare di lavorare con me. Aspettiamo che
la bimba comincia a dormire qualche ora la notte.
Empatia e sesto senso o possiamo
chiamare come ci pare, questo che dobbiamo avere. Il mondo del web ha bisogno qualcuno che dia
ascolto e una mano. In fine di conti noi aiutiamo le persone per vivere un modo
sano e avere una vita economicamente migliore. Io non ci trovo niente di
sbagliato. Un lavoro che farei volentieri anche gratuitamente ma se per questo
mi pagano è meglio.
Finisce qui. Adesso mi preparo e vado
a scuola a parlare con i professori. Non so come fanno quel genitori che
svolgono un lavoro da dipendenti. Solo la mattina e ogni mattina un professore
che riceve 6 genitore.
mercoledì 23 gennaio 2019
Spegazione del Marketing umoristicamente
La spiegazione che ho dato una mia
collega, che dopo ennesima volta riempiva la sua pagina con la pubblicità dei
prodotti. Poi viene sempre a me a lamentare che nessuno ha comprato niente. La
spiegazione non è la mia invenzione ma mi piace molto. Un pizzico di umor non
guasta mai!
Se vuoi
essere un buon networker, sii consapevole delle basi! Umoristico, ma è vero! 😉✔👍
😃
Che cos'è il
marketing?
(con occhi femminili) 😀
- Vado ad una festa dove vedo un uomo fantastico.
Vado da lui e dico "Sono fantastica a letto"
Questo è il marketing diretto.
- Vedo un uomo fantastico ad una festa.
Mi avvicino, scambiamo qualche parole e otterrò il suo numero di
telefono.
Il giorno dopo chiamo e dico "Ciao, sono fantastica a letto."
Questo è il Telemarketing.
- Sono con i miei amici a una festa
dove vedo un uomo fantastico.
Una
delle mie amiche che conosce va da lui e indicandomi dice:
"Lei é
fantastica a letto".
Questa è
pubblicità.
- Un giorno passando nella città con
i finestrini abbassati, grido attraverso la finestra a tutti i passanti,
"Sono fantastica a letto!"
Questo è lo
spam.
- Vedo un uomo fantastico a una
festa.
Mi
avvicino, sbottono un pochino la mia camicetta, verso un drink anche per lui e
darò il fuoco quando vedo che non riesce a trovare il suo accendino.
Offro un
passaggio perché viviamo vicini. Sotto casa sua dico:
"A proposito, sono
fantastica a letto.
Questo è Public Relations (PR).
- La parte più importante!
Vedo
un uomo fantastico a una festa.
Viene da me e dice: "Ho sentito che sei
fantastica a letto".
Questo è
Brand Recognition. (Riconoscere la Marca che rappresenti)
E se dopo l'atto ti dice: "Sei
davvero fantastica a letto!"
Questo é la soddisfazione del cliente.
(testimonianza)
E se ti sposa, allora è la fedeltà alla
marca.
Dopodiché, non dimentichiamoci dell'assistenza clienti! 😉🤣😂😂😂
Spero che la spiegazione piace pure a Te.
Buona serata e sii felice!
Zita
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